Come genitori di figli con tendenza omosessuale non abbiamo dubbi sulle buone intenzioni di chi propone la legge, ma abbiamo forti motivi per ritenere che le modalità con cui si affronta la questione contribuisce più ad acuire il problema piuttosto che a risolverlo.

Le due organizzazione contestano un percorso formativo volto all’”Accoglienza del diverso” organizzato dalle Pari Opportunità di Verbania, durante il quale nessuno dei duemila partecipanti tra studenti e professori ha mai sentito alcunché di omofobo – tranne Arcigay e Agedo.
Agapo chiarisce http://www.verbanianotizie.it/?n=48626

Molti genitori con figli omosessuali si interrogano: come è possibile che le élite culturali adottino l’agenda gay (negazione della sofferenza gay, denigrazione sistematica delle persone con tendenza omosessuale che non scelgono l’identità gay giudicandole “false”, negazione di libere scelte, introduzione del reato di opinione ecc.)? Nell’intervista con Catholic World Report, la sociologa tedesca Gabriele Kuby, autrice di numerose pubblicazioni in tema, illustra il contesto socio-culturale in cui inserire il fenomeno (in lingua inglese). http://www.catholicworldreport.com/Item/2501/Europes_Cassandra.aspx#.UtcVJj1d5pN

I padri della Costituzione italiana, ispirati dal principio della giustizia sociale e consapevoli che la sostenibilità dello stato sociale dipende da un’equilibrata successione delle generazioni, negli articoli 29, 30 e 31pongono la famiglia sotto particolare tutela. In tale intento usano il termine “società naturale basata sul matrimonio” per indicare che la famiglia è un istituto che precede la politica e, sullo sfondo dell’esperienza totalitaria del fascismo, per ripararla dalle eventuali mire manipolatorie di una futura classe politica.