Consigli ai Genitori: amore nella verità

Quando un genitore viene a sapere che il proprio figlio prova attrazione verso lo stesso prova grande sconforte e si ritrova disorientato. Consultate la pagina Cosafare e non fare  (consigliamo stampare le pagine) o rivolgetevi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Cosa fare e non fare


I consigli qui di seguito riportati sono il frutto di lunghi confronti avvenuti tra noi genitori di AGAPO, nel corso dei quali abbiamo scambiato le nostre esperienze; di conversazioni di counselling con altri genitori che si sono rivolti a noi in cerca di aiuto, ma anche di numerosi scambi, soprattutto epistolari, che abbiamo realizzato con molti giovani omosessuali e gay rivoltisi alla nostra associazione. Infine abbiamo considerato le diverse voci della scienza, sia quelle “gay affermative”, sia quelle “riorientantative”. 
Tutti i consigli che stiamo per dare si basano su fondamenti etico-morali e valoriali che non intendiamo nascondere. Per noi l’uomo non è un individuo che trova senso nella vita attraverso la massimizzazione né delle utilità materiali né dei piaceri sessuali o di altra natura, in chiave individualistico-edonistica. Trova senso e soddisfazione nella vita attraverso la relazione con l’Altro e il dono di sé.  Abbiamo una visione dell’uomo come essere comunitario e relazionale e i nostri consigli, in questa sede, si rivolgono a quei genitori che condividono con noi questi valori.
All’inizio delle nostre attività abbiamo studiato le esperienze di vita in chiave “longitudinale” (attraverso lunghi periodi) di una trentina di persone omosessuali nostri conoscenti diretti e amici personali,  di un’età compresa tra  i 35 e i 65 anni. Da tale esplorazione è emerso che queste persone hanno realizzato o stanno realizzando successi professionali in linea con quelli delle altre. Va precisato, che pochi dei nostri conoscenti e amici appartengono alla così detta Comunità gay e quelli che vi appartengono, ci sono entrati in un’età in cui la formazione della personalità era già piuttosto avanzata. Sul versante relazionale invece, non abbiamo incontrato “coppie di fatto” dai rapporti “esclusivi”, rimaste unite nel tempo. Sebbene nel dibattito pubblico e politico la “famiglia gay” sia molto presente, questo fatto ci fa ritenere che essa non rappresenti uno sbocco relazionale realistico per la stragrande maggioranza delle persone con tendenza omosessuale. I nostri consigli tengono conto di questo fatto, così come tengono conto, per quanto riguarda l’omosessualità maschile, dei dati sanitari sempre più critici, sebbene in contrasto con quanto divulgato a livello dei mass media.
Quando vostro figlio vi dichiara che è omosessuale o quando lo scoprite per altre vie, dovete rendervi conto che: potete fare poco, ma potete sbagliare molto. Ma proprio in questa situazione il vostro ruolo di genitore è più che mai importante per vostro figlio. Guardare senza timore in faccia all’omosessualità non è il punto di arrivo, ma l’inizio di una nuova pagina nella relazione con vostro figlio.
Concretamente vi consigliamo: 
  
Cosa fare/cosa non fare
Non rimproverate vostro figlio. Non rimproverategli il fatto che si senta attratto da persone dello stesso sesso.
Motivazione
Non ha nessuna colpa o responsabilità per l’attrazione che sente. Non ha scelto i sentimenti che prova. Sono sentimenti involontari su cui non ha influenza diretta.


Cosa fare/cosa non fare
Non vergognatevi dell’omosessualità di vostro figlio; non cercate di nasconderla a tutti costi nel vostro ambiente, ma non “sbandieratala” neanche.
Motivazione
La vergogna non aiuta, né voi né vostro figlio. Non avete nessuna colpa e una falsa vergogna può indebolire il giudizio e la volontà, sia vostri che di vostro figlio. E ne avrete bisogno. Inoltre, oggi, nella maggior parte della società, l’omosessualità non è più stigmatizzata, il 52% degli italiani adulti la ritiene una forma di sessualità come le altre (da una ricerca Euriskes del 2009). Nello stesso tempo tenete conto che, benché a parole sostengano il contrario, anche gli assertori o difensori della “normalità” gay soggettivamente più convinti, non credono veramente nell’equivalenza dell’amore tra “due uguali” a quello tra “due diversi”. Tendono a porsi sì come difensori degli omosessuali, ma confinandoli in una specie di protettorato dove, sia vostro figlio che voi rischiate di restare condizionati dai giudizi e dalle attese degli altri.
  
Cosa fare/cosa non fare

Non rimproverate niente a voi stessi.
Motivazione
L’orientamento verso lo stesso sesso è il risultato di un processo molto complesso in cui concorrono fattori biologici, psicologici e sociali. E’ possibile che come genitori in questo processo abbiate inconsapevolmente svolto un ruolo ma certamente non vi sono state né intenzionalità né negligenze di alcun tipo. Avete fatto quello che ogni genitore cerca di fare: amare il figlio e aiutarlo a crescere. Per questo dovete guardare in faccia alla situazione ed essere una guida autorevole per vostro figlio.


Cosa fare/cosa non fare
Dissuadete vostro figlio dall’intraprendere atti sessuali, specie quando è giovane; cercate di indurlo a una “proroga” di alcuni anni. Ditegli: “Sentirsi attratto eroticamente e compiere atti sessuali sono due cose completamente diverse. Esattamente come nel caso degli eterosessuali non è buono se i sentimenti di attrazione erotica sfociano in atti sessuali senza una relazione d’amore.  L’amore per definizione è dono e cerca l’Altro da sé, il diverso da sé. Nell’omosessualità l’altro è uguale o simile e vi è troppo poco spazio per una vera complementarità dei partner. E’ meglio che la persona omosessuale maturi e che prenda decisioni in età più avanzata”. Aggiungete: “Forse non è un caso che i due gay di maggiore successo nella vita professionale-politica in Italia hanno cominciato piuttosto tardi con la pratica gay: Franco Grillini (sinistra), a 28 anni era fidanzato con una donna, Cecchi Paone (destra), a 40 anni era ancora sposato.”
Motivazione
Diversamente dai primi innamoramenti dei coetanei eterosessuali, gli atti omosessuali, causa la mancanza di diversità legata al genere, hanno scarsissima speranza di preparare a future relazioni caratterizzate dal dono di sé e da una reciproca e sempre maggiore apertura all’altro. Le azioni omosessuali non favoriscono la nascita di rapporti di amicizia non sessualizzati con i pari, né hanno probabilità ragionevoli di sfociare in un rapporto d’amore stabile ed esclusivo. Per questo motivo i rapporti e gli innamoramenti omosessuali sono quasi sempre ripetitivi e non favoriscono un pieno sviluppo della persona nella sfera relazionale: infatti spesso sono dannosi sia per la persona che le compie sia per chi ne viene coinvolto, in particolar modo quando vengono compiuti in giovane età. La situazione in fondo non è completamente diversa da quella dei coetanei eterosessuali, con la differenza che la complementarità psicologica ed esistenziale tra i due generi a volte rimedia ai comportamenti iniziali amorali, in cui l’altro funge prevalentemente da “strumento”, e può aprire di seguito a una prospettiva di relazione vera e profonda.


Cosa fare/cosa non fare
Nel rapporto con vostro figlio, esprimete questo punto di vista una volta o solo qualche volta.
Motivazione
Se lo ripetete spesso, il ragazzo vive le vostre parole come un attacco alla sua persona e può facilmente chiudersi. Dire la vostra opinione sull’omosessualità una volta ogni tanto è sufficiente perché la ricordi; in questo modo si evita un peggioramento della relazione tra genitore e figlio.

Cosa fare/cosa non fare
Mantenete la relazione con vostro figlio.
Motivazione
E’ questo il principale obiettivo dei prossimi tempi, forse anni. E’ vostro principale compito agire in modo che vostro figlio non venga emarginato o non si autoemargini nel “ghetto” della Comunità gay con le sue “feste” e i suoi locali: i genitori sono un ponte importante, forse quello più importante, tra lui e il mondo “normale”.

Cosa fare/cosa non fare
Qualora vostro figlio abbia assunto un’identità di “gay praticante”, accettate più deroghe dalle vostre regole, più di quanto fareste nel caso di un figlio con un’identità sessuale “normale”, cercando comunque sempre di dissuaderlo da atti sessuali, specie in giovane età.
Motivazione
Le capacità di un giovane omosessuale di governare il proprio comportamento sessuale sono mediamente più basse di quelle di una persona eterosessuale (basta per esempio pensare ai preti con tendenze omosessuali a cui risulta molto più difficile mantenere il celibato e astenersi da atti sessuali rispetto agli altri) ed è probabilmente necessario con lui fare più compromessi che con un figlio eterosessuale.  

Cosa fare/cosa non fare
Sdrammatizzate il fatto dell’omosessualità di vostro figlio, specie quando voi fate fatica a convivere con questa situazione o quando i comportamenti del ragazzo sono particolarmente disordinati. Dite a voi stessi – con una punta di autoironia – “ci sono problemi più grandi”.
Motivazione
Immaginate, per esempio, avere un figlio disabile a livello fisico o psichico. Anche in questo caso, il vostro amore verso di lui non cambierebbe. In questo senso, a volte aiuta, per accettare meglio la situazione, immaginarsi che l’omosessualità sia una malattia irreversibile con cause genetiche (nota bene: l’omosessualità in realtà non è una malattia, né ha cause genetiche, né è immutabile).

Cosa fare/cosa non fare
Influenzate vostro figlio soprattutto attraverso la vostra presenza e il vostro esempio.
Nel caso piuttosto improbabile in cui questi cerchi la discussione, cercate di restare calmi e di non rimproverarlo.
Motivazione
Nessun figlio al mondo parla della sua sessualità con i propri genitori: ciò sarebbe piuttosto “contro natura”, dato che al momento della maturità sessuale ogni giovane deve prendere distanza dai genitori e quindi non può con loro condividere la propria vita intima, inclusa la propria sessualità. 

Cosa fare/cosa non fare
Dimostrate il vostro amore e siate presenti nei suoi confronti.
Motivazione
Voi amate vostro figlio perché è vostro figlio e lo amate per quello che è. Il fatto dell’omosessualità – passeggero o stabile che sia - è soltanto un aspetto della sua personalità, che non deve diventare elemento fondante o centrale della sua stessa personalità, né da voi deve essere considerato tale. Favorireste in questo caso, involontariamente, l’auto incasellarsi di vostro figlio nella rigidità dell’”Identità gay” assegna priorità agli impulsi sessuali su tutte le altre sfere della persona.   

Cosa fare/cosa non fare
Condannate in modo esplicito, anche se vi sembra scontato, ogni forma di maltrattamento degli omosessuali. Siate solidali quando una persona omosessuale è vittima di un’ingiustizia o di un’aggressione, anche nei casi in cui l’accaduto possa sembrarvi “strano” o esageratamente esposto dai media. Rincuorate vostro figlio facendogli inequivocabilmente sentire che state dalla sua parte e che il mondo non è contro di lui.
Motivazione
Innanzitutto ogni forma di discriminazione, disprezzo e violenza va di per sé condannata. Anche se nel vostro caso personale può essere faticoso accettare il diritto all’omosessualità, questo è un diritto che dovete “difendere” anche voi. È un diritto, come quello al gioco d’azzardo e tanti altri, il cui esercizio rare volte giova alla stessa persona che se ne avvale. Aiutate vostro figlio a guardare oltre “i diritti”, a guardare in profondità ai propri desideri relazionali, che stanno spesso nascosti dietro al desiderio sessuale.